Anima animale

Sono nata e cresciuta in campagna, dove sono rimasta fino a che mi sono sposata, dunque per tutta la mia infanzia ed adolescenza il mio contatto con gli animali è stato costante. Li ho sempre considerati amici e avuto con loro un rapporto di reciproco amore, sentimento del quale loro sono un veicolo naturale.

Il mio non era certo un atteggiamento condiviso nell’ambiente rurale nel quale mi trovavo, dove erano invece considerati come mero e insensibile strumento al servizio dell’uomo, o per lavoro o per cibo. Sono una sessantenne, pertanto ho fatto in tempo a veder dissodare i campi con l’aratro trainato dai buoi e portare a casa i raccolti su carretti tirati dagli asini.

Non c’era alcuna considerazione di che cosa gli animali fossero e potessero provare, sicché ho dovuto assistere a pratiche crudeli perpetrate come se fossero la cosa più naturale del mondo. Mi riferisco ad esempio a quando le donne “facevano i capponi”, cioè tagliavano le terga ai polli per estrarne i testicoli, che sono assai interni, e poi li ricucivano con ago e filo. O quando tiravano il collo alle oche, tenendogli la testa ferma a terra con un manico di scopa su poggiavano entrambi i piedi e poi tirandole per le zampe finché gli si spezzava il collo. Oppure quando ammazzavano i maiali con un coltellaccio e li sentivi gridare di dolore e disperazione.

Il ricordo ancora mi strazia. Tutto questa sofferenza e violenza inflitte con totale indifferenza a degli esseri che, se li sai guardare, ti accorgi che non chiedono altro che di essere ricambiati nella loro amicizia, mi devastava interiormente e mi faceva sentire sbagliata, fuori posto e sgomenta di fronte alla vita.

Durante la mia lunga storia matrimoniale ho avuto sempre degli animali domestici e dopo la separazione mi sono anche dedicata al volontariato, entrando in associazioni che agiscono per la protezione del mondo animale. Ora che già da un po’ sono tornata in questa vecchia casa di campagna in cui sono nata, mi fanno compagnia parecchi animali, che nel tempo si sono presentati come randagi e che si sono accasati qui.

Piano piano, durante il lavoro di decondizionamento e riappropriazione di me stessa per diventare ciò che sono veramente, ho acquisito delle conoscenze che mi hanno permesso di comprendere che quella mia sensibilità che mi faceva sentire anormale e straniera in questo mondo non era sbagliata, bensì una caratteristica che dovrebbe divenire parte di ogni essere umano degno di questo nome. Si tratta, in fondo, di essere capaci di andare oltre il proprio ego e di saper provare empatia, di riconoscere la dignità di ciò che è altro da sé e di avere rispetto. E’ per la carenza di queste qualità che gli esseri umani hanno devastato il pianeta che li ospita, al punto da mettere gravemente in forse la loro stessa sopravvivenza.

Attraverso le opere di alcuni autori che hanno intersecato la mia via, ho imparato che gli animali hanno un’anima, anche se in cuor mio non ne avevo mai dubitato a dir la verità. Non vedevo infatti alcuna ragione per cui gli umani dovessero essere immortali spesso senza alcun merito, mentre gli animali invece mortali senza alcun demerito. Ma averne conferma è stato importante.

Il primo incontro fu con le filosofie orientali, le quali già sostenendo che la ruota delle reincarnazioni può portare a rivestire corpi umani o animali come conseguenza delle azioni compiute, in pratica dicono che l’anima che abita gli animali è la stessa che abita gli esseri umani. Ma quella poteva essere semplicemente una teoria, una concezione della vita umana come ce ne sono altre, quindi non necessariamente una dimostrazione.

Quella che io valutai come una prima conferma attendibile della presenza dell’anima negli animali venne dalla lettura del libro “Le voci dei viventi di ieri” di Gabriella Alvisi di Gerosa. Vidi l’autrice in uno dei primi talk-show televisivi di Maurizio Costanzo, in seguito comprai il libro citato e la sentii anche telefonicamente.

Questa signora aveva iniziato a praticare la metafonia dopo la morte per cancro della giovanissima figlia, in altre parole comunicava con i defunti tramite quei registratori a nastro che erano in uso negli ultimi decenni del secolo scorso. La comunicazione avveniva all’interno di una gabbia faradica, ossia in un silenzio radio assoluto. Durante le comunicazioni le capitava di udire anche dei versi di animali, sicché chiese alla figlia se anche gli animali sopravvivessero. Ricevendo una risposta affermativa si lasciò andare al disappunto, poiché non aveva simpatia per essi.

Di altro parere, invece, la sottoscritta: fui infatti contenta della notizia, che poi trovai ribadita nell’opera di Ernesto Bozzano, un personaggio vissuto a cavallo tra ‘800 e ‘900. Egli era un esoterista attento e scrupoloso, che conduceva le sue ricerche ed esperimenti con rigore scientifico e che ha lasciato una biblioteca di metapsichica tra le più ricche d’Europa, conservata presso la fondazione Bozzano-De Boni a Bologna.

Bozzano riteneva che la presenza di facoltà paranormali nell’essere umano, ad es. preveggenza, percezione dell’invisibile ecc., fossero indipendenti dalla legge di evoluzione biologica e pertanto costituissero una prova dell’esistenza di uno spirito autonomo rispetto al corpo, mentre le apparizioni di fantasmi provavano invece che questo spirito sopravvive alla morte fisica. Constatando, nello studio di numerosi episodi, che gli animali posseggono anch’essi le medesime doti paranormali degli esseri umani e aggiungendo a questo l’apparizione post-mortem di fantasmi animali identificati, egli conclude che gli animali possiedono un’anima sopravvivente al corpo fisico.

Avendo trovato, nel corso delle sue ricerche, prove dell’esistenza della reincarnazione, egli ritiene che l’incarnazione in corpi animali sia una tappa del cammino evolutivo dell’anima, che ritorna verso il Creatore dopo un ciclo di esperienze nella materia. Quanto meno evoluto è l’animale tanto più breve e incosciente sarà il suo soggiorno nel piano astrale prima di tornare sulla Terra, mentre gli animali superiori, come  es. i cavalli, i gatti e i cani, hanno anche nell’al di là un percorso simile a quello dell’essere umano.

In seguito, entrando in un percorso più squisitamente spirituale, ho incontrato vari maestri che si sono espressi in merito al mondo animale. Quelli che in me hanno lasciato maggior traccia sono Djwal Khul, più conosciuto come il Tibetano, Sai Baba, Omraam Mikhaël Aïvanhov, Anne e Daniel Meurois-Givaudan (ma dopo la loro separazione soprattutto Anne), come anche lo sciamanesimo amerindiano. Da questi maestri, e in misura minore anche da altri, che non è possibile citare tutti, ho imparato cose sugli animali che sono andate a confermare il mio sentire.

La cosa che valuto come la più importante è che ogni specie animale regge un particolare tipo di energia, ciascuna necessaria all’equilibrio globale del pianeta. Così, ad esempio, le balene sono le custodi delle memorie della Terra, i cani della lealtà, i colibrì della gioia ecc., per cui ogni volta che una specie animale si estingue, la Terra perde di vitalità e di equilibrio, e noi con essa.

Un’altra cosa importante è che essi esordiscono nelle incarnazioni animali con un’anima di gruppo, cioè un’unica anima impara attraverso le esperienze di più individui della stessa specie, ma poi questi, man mano che evolvono, acquisiscono una coscienza ed un’anima individuale, e con esse il libero arbitrio, ben prima di raggiungere il regno umano. Gli animali quindi hanno una loro propria civiltà e vi sono tra loro quegli individui che sono le guide, i maestri del loro gruppo.

Essi comunicano tra loro, anche appartenendo a specie diverse, inviandosi telepaticamente immagini, emozioni e memorie, nonché la loro stessa energia, qualora qualcuno tra loro ne avesse bisogno.

Il loro mentale è meno sviluppato del nostro e questo è quello che consente loro di rimanere in connessione con la Fonte di Tutto Ciò che E’, che dona all’animale quella caratteristica, che gli umani hanno molto di meno, di saper dare un amore incondizionato.

In nome di questo amore vi sono animali che si offrono di morire al posto del loro proprietario, prendendo su di sé la sua malattia, ma questo per loro non è un sacrificio, bensì un dono, un regalo. Essi infatti non sono tristi di morire perché, essendo dotati di percezione sottile, sanno che la loro essenza sopravvive, inoltre il loro amore li porta a tornare da noi sotto spoglie diverse di vita in vita e perfino più volte nella stessa vita. Ciò che loro temono è l’energia con la quale a volte viene generata la loro morte, cioè l’odio, l’accanimento, il sadismo.

Mi piace terminare questo breve resoconto su quello che l’esoterismo e gli insegnamenti spirituali ci hanno fatto scoprire sui nostri compagni di viaggio riportando alcuni passaggi del capitolo intitolato ‘Il popolo degli animali’, presente nel libro “L’incontro con Lui” di Anne e Daniel Meurois Givaudan. In questo libro essi riferiscono di alcuni incontri avuti in Siria con Gesù, avvenuti sul piano energetico, all’inizio del 1990, e degli insegnamenti da Lui ricevuti in tali occasioni. Il libro è delle edizioni Arista (oggi Amrita), pubblicato nell’ottobre 1990. Parla Gesù:

– pag.85 “Il mio proposito oggi … è essenzialmente di focalizzare lo sguardo del vostro amore su un popolo ben preciso, che la maggioranza di voi ignora ancora del tutto: il popolo degli animali. Ho proprio detto ‘popolo’, amici miei, perché in essi vi è una forza vitale, una coscienza, un’intelligenza, un amore, un fine che neanche sospettate, e che certi uomini non potrebbero neppure vantarsi di avere. In verità, su questa Terra c’è una civiltà degli animali; uso a proposito questo termine, sebbene non si accordi con l’idea comunemente accettata; per voi uomini una civiltà si manifesta attraverso il numero e la qualità dei suoi prodotti concreti, con ciò che costruisce di visibile, di complesso, nonché mediante i concetti che esterna. Tuttavia, per tutti coloro che non si lasciano ingannare dalle apparenze, una civiltà degna di tal nome può instaurarsi al di fuori del mondo delle forme, attraverso una rete di comunicazioni e scambi messi al servizio della Vita. In questo senso la civiltà animale si annuncia oggi sviluppata quanto la vostra!”

– pag.92 “L’insieme del popolo animale oggi avanza a grandi passi, più di quanto faccia la globalità degli umani; esso integra meglio, con la sua semplicità e la sua disponibilità, le tensioni di ogni tipo alle quali è sottoposto.”

-pag.93 “Verrà il giorno in cui necessariamente la loro pazienza, il loro giusto modo di vedere e la luce che essi preservano vi rinvieranno a voi stessi: sarà esplicito ed al loro messaggio non ci sarà bisogno di aggiungere nulla. Alcuni di voi saranno contattati direttamente da guide animali, come potrebbero farlo degli ambasciatori, e vi sentirete dire: ‘Raddrizzate in fretta la barra del vostro destino sul pianeta Terra, perché state torturando la Vita e state amputando ciò che vi può essere di più bello in voi: la semplicità del cuore. Vi proponiamo di collaborare con noi; vi stiamo tendendo una coppa, una coppa che vi era già stata offerta, ma che avete sdegnato, … Questa coppa è quella del perdono: vi perdoniamo i millenni di asservimento, di colpi e di massacri; vi perdoniamo la morte lenta nei campi di concentramento fatti di latta ondulata e sulle tavole gelide dei laboratori. Vi perdoniamo tutto questo e ancora di più, perché non sapevate più, perché avevate dimenticato, ma oggi, giacché i Tempi non vi permettono più di tenere gli occhi chiusi, temiamo siate voi a non perdonarvi più! Il nostro patto si fonda non sull’oblio, ma sulla riconciliazione: ben presto una parte del nostro popolo sarà scomparsa e con essa sarà un po’ della vitalità della Terra e del suo equilibrio, nonché del vostro, che saranno andati perduti.”

-pag.94 “L’insieme del popolo animale ignorava tutto della violenza e della crudeltà prima di entrare in contatto con la coscienza umana; l’alleanza del leone e della gazzella non è un’utopia da favola, ma il ricordo di ciò che fu prima che il tasso vibratorio del pianeta fosse abbassato, inevitabile conseguenza delle scelte dell’umanità”.

Sono passati 27 anni da quando ci sono state date queste parole. Oggi, con la Terra che lavora per la sua ascensione, non si può più rimandare di prenderle in considerazione.

 

Anime di gatto

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