La New Age dimenticata

Quel complesso fenomeno conosciuto sotto il nome di New Age non è mai piaciuto ai media, che lo hanno sempre descritto come una moda, quando non addirittura come un trucco per vendere prodotti commerciali. Questo in realtà non sorprende, dal momento che tutto ciò che opera per elevare il livello di coscienza del pianeta e per un nuovo rinascimento esistenziale e spirituale, non può essere gradito a quell’élite che, da dietro le quinte, governa il mondo e aspira al controllo totale della popolazione.

Più singolare invece è che, in moltissimi casi, un simile punto di vista sia stato adottato proprio da coloro che si adoperano per l’avvento di una nuova era per l’umanità, i quali sono arrivati a snobbare il termine, preferendo usare invece quello di “Ascensione”, e stanno molto attenti a mantenere quello che, secondo loro, è un elevato livello spirituale per non scadere ‘nelle cose New Age’.

A parere di chi scrive, invece, i contenuti di cui si è fatta portatrice la New Age sono proprio ciò che promuove e coadiuva l’ascensione planetaria e, se anche ogni suo aspetto è contornato da una parte di mercato, si tratta in definitiva di quello stesso mercato che si insedia in ogni luogo sacro di questo pianeta, a qualsiasi credo religioso appartenga. Sono gli inconvenienti del vivere in un piano di dualità, dove ogni cosa ha il suo opposto.

La New Age quindi non è morta, ma è proprio quella Nuova Era verso cui stiamo andando e che stiamo cercando di co-creare. Per amore di chiarezza mi piace ricordare come essa si sia affacciata nella storia umana e quali preziosi temi vi abbia introdotto.

Considerando le tradizioni culturali, filosofiche e religiose alle quali si ispira, si possono individuare due forme principali di New Age con origini diverse, le quali, comunque, presentano contenuti comuni. La prima è la New Age che si è sviluppata in Europa intorno agli anni ’50-’60 come forma di revival della precedente tradizione teosofica e che si è definita “Astrostoria”. La seconda forma di New Age, denominata “Nuovo paradigma”, si è sviluppata negli Stati Uniti, sempre verso gli anni ’60.

La New Age quale Astrostoria ha le sue principali radici nella visione del mondo caratteristica della teosofia moderna.

La Società Teosofica, fondata nel 1875 da Helena Petrovna Blavatsky, intendeva ricondurre l’uomo moderno, prigioniero dei vincoli del materialismo e dei dogmi delle chiese storiche, alle fonti dell’antica sapienza, soprattutto orientale. Essa prese avvio da un complesso di dottrine finalizzato a costruire un ponte tra Oriente e Occidente, tra esoterismo e cristianesimo. Gli anticipatori dell’Astrostoria più vicini a noi sono stati Paul Le Cour (1871-1954) e Alice Ann Bailey (1880-1949).

Il primo, un esoterista francese, nel 1930 parlò per la prima volta nella sua rivista “ATLANTIS”  dell’Ere du Versau (Età dell’ Acquario). Nel 1937 pubblicò un libro, dallo stesso titolo, per riproporre la tradizione astrologica antica basata su tre principi fondamentali:

  • Il primo afferma che le civiltà si susseguono con importanti modificazioni ogni volta che cambia l’era zodiacale in funzione dell’orientamento dell’asse polare terrestre (legge della precessione degli equinozi). Ciò avviene ogni 2160 anni circa
  • Il secondo sostiene che la modificazione avvenuta all’anno 1 della nostra era col sorgere del cristianesimo, sancì il passaggio dall’era dell’Ariete a quella dei Pesci.
  • Il terzo indica la prossima entrata dell’umanità nell’era dell’Acquario, verso l’anno 2160, e questo coincide con l’inizio di una nuova età dell’uomo, contraddistinta da pace, fratellanza, armonia e saggezza, che sono appunto le caratteristiche del segno zodiacale di cui subisce l’influsso.

L’Età dell’Acquario viene raffigurata dal giovane Ganimede della mitologia greca, con l’anfora da cui fuoriesce un fiotto d’acqua; è evidente in questo simbolo il richiamo all’idea di lavacro e di purificazione che rimanda, a sua volta, alla visione di una nuova era di rinascita per l’umanità. Tutto in questa era, comprese la dimensione economica, scientifica e sociale, viene interpretato e ricondotto al clima “acquariano”, al suo elemento d’Aria e ai suoi pianeti governatori Saturno e Urano. Quest’ultimo, soprattutto, indica il cambiamento, il progresso, il raggiungimento di una nuova fase di sviluppo della coscienza.

L’attenzione verso l’Astrostoria è pure al centro dell’opera della più nota discepola scismatica della Società Teosofica, Alice Ann Bailey. Tra i 24 libri scritti dalla Bailey, metà dei quali si sostiene siano stati dettati in comunicazione telepatica da un Maestro Tibetano, uno è intitolato Il ritorno del Cristo; “Ai nostri giorni il ritorno dell’Istruttore mondiale, il Cristo, è atteso da milioni di persone di ogni fede, non solo di quella cristiana, ma anche di altre che aspettano l’incarnazione sotto altri  nomi:  il   Signore Maitreya, Krishna, il Messia, l’Iman Madhi, il Baddhisatva. Ciò che importa è la transizione a una Nuova Era”. (A. A. BAILEY, Il ritorno del Cristo, Ed. Nuova Era, Torino 1984, pag. 247)

Va precisato che i più tra gli appartenenti a questo filone ritengono che il ritorno di Cristo sulla Terra non sia da intendersi in forma concreta, bensì come il raggiungimento di un nuovo stadio di sviluppo della coscienza da parte dell’umanità, detto “coscienza cristica”, in quanto costituisce la realizzazione degli insegnamenti del Cristo.

La seconda anima della New Age si può far discendere dalla tradizione tipicamente americana del trascendentalismo di metà ‘800.

Il trascendentalismo è un movimento filosofico nato nel New England, che intendeva valorizzare, attraverso la traduzione di testi indù, il misticismo e la saggezza religiosa orientale. Il suo più noto esponente, il filosofo americano Ralph Waldo Emerson, scriveva   che il mondo è il prodotto di una volontà unica, di uno Spirito unico, e questo spirito è attivo ovunque.

Altre premesse per la nascita della New Age in America sono state poste dai movimenti radicali e dalla controcultura sviluppatisi negli Stati Uniti intorno agli anni ’60. Le rivolte studentesche, le contestazioni pacifiste e l’esplosione delle culture hippies, pur nelle loro differenze interne, delinearono un fronte comune, definito “movimento del NO”, da cui si svilupparono due tendenze:

  •  da un lato un impegno politico diretto sui temi della guerra, dei diritti civili, dell’emancipazione femminile, del sindacato
  • dall’altro la ricerca individuale di una propria identità al di fuori o ai margini della società, sperimentando nuove terapie, viaggi alla scoperta di nuove terre e culture, nuove religioni ed esperienze mistiche, espansione della coscienza e così via

La cultura underground in particolare, grazie alla sua visione del mondo pluralistica, pacifista e incentrata sulla spiritualità, rappresentò il terreno più fertile per il germogliare della New Age. Essa attaccava la società ad un livello più profondo, sperimentando con nuovi stili di vita e con nuove filosofie il superamento dei valori del pragmatismo e del solo benessere materiale.

Il Nuovo Paradigma prese corpo in California negli anni ’70 sulla scia di vari gruppi religiosi, teosofici, spiritici e del movimento del Nuovo Pensiero. L’idea guida era che si stesse vivendo a cavallo di due epoche, che si fosse  sulla soglia di una rivoluzione planetaria.

L’avvento di questo mondo nuovo, come dice il fisico Fritjof Capra (insegnante all’università di Berkeley, e autore de Il Tao della Fisica e de Il punto di svolta), ha effetti nella filosofia, nella scienza, nell’economia, nella medicina, nella religione, nella vita quotidiana. Ciò di cui il mondo ha bisogno, scrive Capra, è un nuovo paradigma, una nuova visione della realtà, un mutamento fondamentale dei nostri pensieri, percezioni e valori.

Le caratteristiche del Nuovo paradigma sono di essere olistico, ecologico e spirituale.

IL MESSAGGIO OLISTICO

Tutto nella New Age è all’insegna dell’unità e di un principio totalizzante che viene chiamato “olismo”, partendo da un vocabolo greco (holos) che vuol dire ‘tutto, intero, totale’. L’unità viene vista come la sola realtà e la diversità è considerata solo come una manifestazione apparente. Ciò vale per l’individuo e per le sue relazioni con il mondo, con la natura, con Dio. Cioè, non solo l’individuo non è diviso in sé tra corpo e spirito, ma egli è congiunto da una unità profonda anche con la Terra, con l’universo, con la divinità. I tanti dualismi che hanno diviso l’uomo in sé e dagli altri si sono formati perché si è data troppa importanza alla dimensione fenomenica delle cose, dove regna la separazione, dimenticando la dimensione profonda, nella quale ogni cosa perde la sua caratteristica di realtà separata. Si potrebbe riassumere la visione olistica del mondo, propugnata dalla New Age nei tre principi seguenti:

  • tutto ciò che esiste costituisce una realtà indivisa e non un mosaico di elementi;
  • la realtà è viva;
  • la realtà è animata da vibrazioni immateriali, da una coscienza e da un principio spirituale onnipresente.

Questo approccio olistico alla realtà ha delle ripercussioni particolari nella concezione dell’individuo, nell’idea di salute, nel modo di vivere la spiritualità, nel rapporto con l’ambiente.

L’individuo totale

In questo contesto l’uomo viene visto come una unità che deriva dall’insieme di varie parti: fisica, emotiva, mentale, spirituale.

L’uomo sarebbe, infatti, essenzialmente un essere spirituale e la vita sulla terra strumento dell’evoluzione dello spirito. L’individuo in salute e in benessere quindi è quello olistico, quello in cui sono attive e bilanciate tutte le energie di cui è costituito; quello, cioè, in cui sono ben integrate le dimensioni fisica, emotiva, mentale e spirituale. In altre parole questo vuol dire che devono interagire armonicamente le parti che costituiscono la nostra personalità e che quest’ultima dev’essere “allineata” con la parte spirituale.

Essere allineati con la propria parte spirituale significa vivere secondo i dettami dell’Anima, seguirne il progetto; significa lasciare che la personalità sia uno strumento dello Spirito, esprimendo, nel contempo, pienamente se stessa, poiché le due cose non sono in contrasto. Essere connessi con la propria parte spirituale, infatti, non costituisce il sacrificio della nostra parte terrena, poiché l’armonia comporta un uso equilibrato di tutte le nostre energie. Il Sé spirituale è il nucleo profondo del nostro essere ed è una particella del tutto, ma una particella individuata e qualificata: una particolare nota nella sinfonia cosmica.

Essa necessita anche di quella nota; il nostro compito è di non essere una nota stonata.

Alice Bailey, nella “Guarigione esoterica“, sostiene che la malattia, fisica o psicologica che sia, è il frutto di una disarmonia tra la parte spirituale e quella terrena dell’essere umano. Cioè l’uomo, dimenticando di essere nella sua essenza un essere spirituale, si allontana dalla vita (dall’Anima, dal Sé) e si identifica con la forma (con la personalità, con l’ego). Questo lo conduce ad un modo di pensare e di agire poco consono alla sua natura reale, quindi ad un uso errato delle proprie energie, producendo in esse degli squilibri e, di conseguenza, la malattia.

Questo è un punto che trova concorde la totalità degli esponenti della New Age. Barbara Ann Brennan che è il personaggio forse più illustre tra i terapeuti della New Age, scrive:  “La nostra scintilla divina esiste su un piano di realtà molto più elevato e a un livello di coscienza molto più alto rispetto alla realtà e alla coscienza quotidiana. Noi siamo questa coscienza   superiore quanto siamo la coscienza quotidiana e con la pratica possiamo attingere ad essa.  Una volta  che la troviamo non rimaniamo stupiti; ci sembra, invece, di imbatterci in qualcosa che conoscevamo da sempre. La nostra scintilla divina è dotata di una saggezza suprema che possiamo usare come guida nella nostra vita quotidiana, per la nostra crescita e per il nostro sviluppo”. (B.A. BRENNAN, Mani di luce,  Ed. Longanesi, Milano 1989, pag.135.)

Deepak Chopra, medico endocrinologo, autore fecondo e notissimo esponemte della New Age scrive: ” La ricerca sulle guarigioni spontanee del cancro, condotta sia negli Stati Uniti sia in Giappone, ha mostrato che, appena prima che compaia la guarigione, quasi tutti i pazienti vivono uno straordinario cambiamento a livello di consapevolezza. Il malato ‘sa’ che guarirà e sente che la forza che glielo permetterà non sta solo dentro di sé, ma si estende al di là dei suoi confini personali per coinvolgere tutta la natura. D’improvviso sente di non essere confinato nel proprio corpo e che tutto quel che gli sta intorno è parte di sé. In quel momento sembra che questi malati operino un salto di consapevolezza che inibisce l’esistenza del cancro. Poi le cellule cancerose scompaiono, in alcuni casi letteralmente da un giorno all’altro. La chiave sembra stare in questo salto”. ( DEEPAK CHOPRA, Guarirsi da dentro, Sperling & Kupfer, Milano 1997, pag. 17)

IL RAPPORTO CON L’AMBIENTE: L’ECOLOGIA PROFONDA

Come si è già detto, la New Age presenta una visione olistica anche nell’ecologia. Il cosmo è considerato un tutto unificato e sacro. In esso ogni cosa è vivificata da un’unica energia: dal minerale al vegetale, dall’animale all’uomo. L’uomo non è che una parte del grande tutto.

E’ come se la New Age avesse fatto proprio il discorso che il capo indiano Seattle pronunciò nel 1854, in risposta all’esproprio dei territori della sua tribù da parte dello Stato americano: “Noi sappiamo che la Terra non appartiene all’uomo, è l’uomo che appartiene alla Terra. Questo sappiamo. Tutte le cose sono collegate come il sangue che unisce una famiglia. Tutto è connesso.  Quello che accade alla Terra accade ai figli della terra. L’uomo non ha tessuto la trama della vita, in essa egli non è che un filo. Qualsiasi cosa egli faccia alla trama la fa a se stesso.”

I new ager constatano che la terra è sempre più malata a causa dell’inquinamento, dello sfruttamento incontrollato, della devastazione ambientale. La causa di tutto ciò risiede nella visione materialistica e tecnocratica che ha condotto l’uomo a considerare la terra come semplice risorsa da sfruttare. Essi ritengono necessario, perciò, ritrovare gli antichi legami di unione con la natura e vivere in armonia con l’universo e le sue creature.

I principi ispiratori sono quelli dell’ “ecologia profonda”, che si differenziano da quello che viene definito ambientalismo superficiale. Quest’ultimo è accusato di interessarsi solo a un controllo e a una gestione più efficienti dell’ambiente naturale a beneficio dell’uomo e di credere nelle capacità umane di rimediare alla crisi ecologica attuale attraverso lo studio scientifico, l’applicazione di nuove tecnologie e adeguati interventi politici.

L’ecologia profonda, al contrario, riconosce che l’equilibrio ecologico esige mutamenti profondi della nostra percezione del ruolo degli esseri umani nell’ecosistema planetario. Essa si contrappone ad ogni forma di antropocentrismo che veda l’uomo al centro dell’universo, considerandolo qualitativamente superiore alle altre forme della natura. Sostiene, invece, l’unicità della vita sulla terra, la non violenza e il rispetto dei diritti di tutti gli esseri viventi. La natura viene vista come manifestazione di una Energia cosmica in continuo divenire che anima anche l’uomo. Così intesa la coscienza ecologica assume una rilevanza spirituale.

Il fondatore dell’ecologia profonda è il filosofo norvegese Arne Naess, che la propose già nel corso degli anni ’70, ma gli scritti che hanno maggiormente contribuito alla formazione di questo paradigma ecologico sono quelli dello scienziato inglese James Lovelock, consulente della NASA in qualità di esperto in chimica planetaria. Nei suoi libri “Gaia. Nuove idee sull’ecologia” e “Le nuove età di Gaia” lo scrittore inglese ha trattato della terra come sistema vivente, capace di autoregolarsi. Essa viene descritta come un immenso organismo vivente che non rimane passivo di fronte a ciò che lo minaccia ed è chiamato Gaia con riferimento alla dea della cosmogonia greca: la Madre Terra.

Secondo Lovelock si può vedere in tutta la gamma delle materie sulla terra, dalla balena al virus, una sola entità vivente, capace di adattare l’atmosfera del pianeta ai suoi bisogni e dotata di poteri superiori a quelli delle sue componenti. Cosicché, se distruggiamo anche uno solo di questi esseri viventi noi distruggiamo una parte di noi stessi, poiché anche noi siamo una parte di Gaia. Essere ecologisti significa non tanto preoccuparsi del pianeta, ma pensare come una parte del pianeta. Ogni sua profanazione è un sacrilegio.

All’interno di questa visione ecologica non si può non inserire anche il movimento vegetariano. Il movimento vegetariano della New Age va oltre le semplici regole igieniche o dietetiche, sostenendo che la medesima unica energia vitale fluisce negli animali e negli uomini e deve essere rispettata, dal momento anche l’uccisione di un gran numero di animali genera cattive influenze energetiche. A questo si aggiunge la convinzione che la vita animale è uno stadio del processo di sviluppo della coscienza che avviene nei cicli di reincarnazione.

Esperimenti concreti dell’ecologia profonda si sono avuti in varie parti del mondo. Il più noto è quello della Comunità di Findhorn in Scozia, i cui membri sostennero di “collaborare” fin dall’inizio con gli spiriti della natura (Deva), applicando nuove regole di agricoltura biologica e sviluppando una mistica del rispetto e dell’amore per tutti gli esseri della natura.

LA SPIRITUALITA’

Come si sarà potuto comprendere la New Age ha una connotazione intensamente spirituale, che però non segue la via della religione, bensì della religiosità. Questo significa che l’aspirazione è quella ad una spiritualità non irrigidita in dogmatiche severe, in chiese gerarchiche e in caste sacerdotali; ciò che si cerca, invece, è l’esperienza diretta e personale del sacro. In questo modo viene tolta importanza alle religioni storiche e rivalutate le mistiche di ogni fede.

Quando, in questo contesto, si parla di Dio lo si fa usando concetti poco ortodossi quali Energia cosmica, Coscienza universale, Spirito, Mente infinita e altro. In generale si può dire che la visione spirituale della New Age riconosce una presenza divina come forza, come energia, come sorgente di ogni forma vivente; crede che l’uomo sia una particella divina che si è incarnata nella materia; considera tutte le religioni come cammini ugualmente legittimi verso la realizzazione.

Nell’ambito di questo quadro complessivo, in cui si ravvisa la consueta concezione olistica, possiamo individuare alcuni tratti distintivi della spiritualità del movimento. Un primo elemento caratteristico è l’importanza data alla realizzazione del sé. Realizzarsi è prendere coscienza della propria essenza divina e della propria unità organica con l’universo e con gli altri. Questo itinerario si compie quando l’individuo utilizza il suo potenziale di sviluppo ai fini della crescita personale e perviene quindi all’integrazione con lo spirituale. Il processo di crescita individuale si colloca nel più generale processo di evoluzione dell’umanità.

Una seconda caratteristica della spiritualità in questione è il primato assegnato all’ esperienza personale. Ciò che viene ricercato è il coinvolgimento in prima persona, l’esperienza personale diretta, interiore, al di fuori del magistero delle religioni, dei dogmi e delle pratiche formalizzate. Alla sottomissione a una gerarchia si oppone la ricerca del vissuto, delle tecniche e di pratiche che procurino un contatto diretto con il mistero e la fusione con la coscienza cosmica. Il sapere religioso rimane così senza dottrina e senza dogmatica. Di qui l’interesse eclettico per i percorsi spirituali più diversi tra l’Oriente e l’Occidente, il passato e il presente.

Molta importanza viene data alle tecniche di ampliamento di coscienza e di autorealizzazione, dal momento che il perfezionamento spirituale  non viene visto come obbedienza ad una serie di regole, ma nel prendere sempre più coscienza del proprio posto nell’universo e del proprio Sé divino che trascende e unisce tra loro tutte le cose. Un’attenzione particolare viene riservata allo sciamanesimo come esperienza di trance, di estasi, di capacità di cogliere, dietro la realtà apparente, una seconda realtà. Ogni esperienza sciamanica è un incontro con quest’altra realtà, che compenetra la nostra vita quotidiana, ma di cui non ci rendiamo conto per scarsa percezione e per i disturbi creati dal pensiero critico, analitico, scientifico.

Un’altra caratteristica della spiritualità New Age è l’armonia verso il mondo, verso gli altri  e verso tutte le religioni.

L’armonia verso la natura deriva dalla concezione che se ne ha di sistema vivente e intelligente e dalla consapevolezza del legame esistente tra ciò che accade nella coscienza dell’uomo e ciò che accade nella natura.

L’armonia verso gli individui prende la forma dell’amore e della benevolenza oltre tutte le barriere: cooperazione, aiuto, accoglienza, pacifismo e non-violenza sono gli atteggiamenti individuali e collettivi che prevalgono.

L’armonia della spiritualità New Age si estende anche verso tutte le religioni in quanto considerate ognuna come sentiero legittimo di sviluppo spirituale. Ciascuno, infatti, in base alla propria specificità, deve trovare la sua via, i suoi testi, il suo maestro, le sue devozioni. Alcuni new ager mantengono un rapporto diretto con una determinata religione, ma lo fanno non per ragioni dogmatiche: la religione scelta è considerata una via tra le tante, ma non l’unica vera, necessaria e definitiva.

Ulteriori caratteristiche di questo tipo di spiritualità sono l’ottimismo nei confronti dell’uomo e dell’avvenire e la responsabilità storica che il new ager sente nei confronti dell’umanità.

La convinzione sottesa è che l’umanità oggi sia impegnata nello sforzo di elevare a un nuovo stadio la vita, poiché lo Spirito si sta manifestando e un nuovo mondo sta nascendo. Ciò rende ognuno responsabile della propria personale trasformazione, in quanto è tramite la trasformazione individuale che avverrà anche la trasformazione planetaria.

Tutto quanto finora descritto ha come corollario necessario che il percorso della New Age costituisce la nascita della Nuova Era per cui stiamo operando e verso cui stiamo andando.

 

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