David Garrett, il violino e la Nuova Era

Questo articolo si propone di incoraggiare i lettori a mettere attenzione alle scelte che stanno facendo, per rendersi consapevoli di quanto  stiano rispettando ciò che sono e quanto invece si lascino portare dalle convenzioni e dai condizionamenti. Quanto più ci lasciamo espropriare di parti di noi, infatti, rinunciando a lasciar fiorire quel frammento di divinità che in effetti siamo, tanto più ci allontaniamo dall’armonia e quindi dalla gioia che possiamo provare e diffondere restando in contatto con noi stessi. E tanto più forte sarà il rimpianto quando ce ne accorgiamo.

Mi sembra siano passati un paio d’anni da quando ho trovato  su Facebook un video che mostrava un fascinoso giovane suonare un violino. La musica aveva un tono romantico e lo svolgersi delle immagini sembrava essere in sintonia con delle frasi che comparivano sullo schermo, inserite da un ecuadoregno: erano in spagnolo, ma comunque comprensibili anche per noi italiani, perlomeno all’ingrosso. Queste frasi erano destinate agli operatori di luce e sottolineavano la difficoltà del compito che si erano assunti, però contenevano anche l’invito a rallegrarsi, dal momento che la loro fatica sarebbe sul punto di terminare in quanto stiamo entrando in un nuovo tempo.

L’intercalare era “Viva la Vida!” Ho saputo in seguito che si tratta di una canzone dei Coldplay, ma decisamente trasformata dal suono del violino.

Rimasi incantata da questo video e cliccai molte volte il tasto per rivederlo.

Lo scorrere delle immagini, accompagnato dalle parole sovraimpresse, sembrava suggerire la molteplicità delle incarnazioni che l’Anima proietta nella materia e che poi, alla fine di tutto il percorso, riassume in sé. Questa suggestione, insieme al suono struggente del violino così magistralmente suonato e all’avvenenza del musicista, muovevano in me emozioni assai profonde ed in parte perfino indefinibili, per quanto si trovavano lontane dalla coscienza ordinaria. Sentivo emergere un rimescolamento di nostalgia, gioia, profondo rammarico, voglia di armonia e anche la sensazione che la totalità e la perfezione fossero lì, a portata di mano.

La reazione agli stimoli è soggettiva e queste emozioni erano del tutto personali, naturalmente. Nel tempo ho imparato che ciò che ci colpisce molto ha qualcosa da dirci. Osservando i miei turbamenti mi accorsi che si potevano dividere in due categorie: da un lato vi era un grande dispiacere legato al confronto con quella parte di me che considero fallimentare, dall’altro vi era una gioia genuina che scaturiva dall’incontro con la Bellezza ed il suo potere armonizzante.

Quella che considero essere la mia parte perdente, è quella che, per dare retta ad un senso di inadeguatezza e sfiducia nella vita, ricevuti come condizionamento, mi ha a lungo indotto a rinunciare ad essere chi sono e a coltivare ed esprimere quei talenti che, come ogni altro essere umano, possiedo. Quel violinista, la cui bravura si colloca al di là di ogni possibile opinione personale, mostrandomi la bellezza e l’armonia che si possono diffondere nel mondo esprimendo il proprio particolare dono, mi forzava ad entrare in contatto con quella parte di me che era dolente. Naturalmente sono ben consapevole che pochi hanno un talento così accentuato e ben coltivato fino alla sua piena maturazione, tuttavia so anche che ciascuno di noi può portare armonia in se stesso e nel suo ambiente permettendosi di essere chi è ed esprimendo ciò che ha di unico.

Come ho già esposto in altri articoli di questo blog, riconoscere e dare spazio ai propri talenti è la chiave del nostro benessere, il nostro compito nella vita ed il nostro contributo all’Universo. Mi piace ricordare qui una similitudine cara a Baba Bedi, che paragonava la totalità della vita nel cosmo ad una sinfonia, all’interno della quale ciascuno di noi rappresenta una nota: il nostro compito è di non essere una nota stonata, perché questo nuoce a noi ed influisce negativamente sull’intera sinfonia. Noi diventiamo quella nota stonata reprimendo ciò che siamo.

Ho avuto modo di notare la correlazione tra quanto stavo provando e l’insegnamento del 3° specchio esseno. Gli antichi Esseni avevano identificato 7 categorie di rapporti umani e le hanno chiamate “specchi” poiché ciascuna di esse mostra un aspetto della nostra intima realtà. Il 3° specchio dice che ogni volta che l’incontro con una persona (anche un incontro virtuale direi), crea in noi come una magia, un’attrazione magnetica, vuol dire che quella persona incarna le cose che abbiamo perduto, e che stiamo cercando, per poter ritrovare la nostra interezza. Si tratta di parti di noi che, per poter sopravvivere alle esperienze della vita, abbiamo smarrito o che ci sono state portate via da coloro che avevano potere su di noi.

Mi resi così conto che il messaggio che mi portava quel video era quello di guardare bene in faccia quella parte di me che non aveva osato, che si era lasciata sfuggire le occasioni di esprimere il proprio talento, per accettarla ed integrarla attraverso il perdono di me stessa. In fondo ciò che importa è il momento presente, e quindi che mi conceda adesso di esprimermi per come sono.

Una volta finita la malìa per aver recepito l’insegnamento, rimaneva l’altra categoria di emozioni che il video aveva sollevato, cioè il vivo piacere che mi procurava lo spettacolo del talento e della grazia del musicista. Mi incuriosii di questo artista e cercando notizie in rete mi trovai dinnanzi ad un personaggio davvero singolare e di grande spicco.

Appresi che il suo nome è David Garrett, classe 1980, che è figlio di un avvocato tedesco e di una ballerina americana, che è stimato come uno dei più grandi violinisti classici della nostra epoca, che però è anche una rock star da milioni di dischi venduti. E’, infatti, il maestro delle performance crossover : lo si può veder suonare in uno stadio pezzi di ogni genere musicale, come in una sala concerti circondato dall’orchestra.

Ovunque lo si trovi il suo nome è avvolto dai superlativi e i suoi concerti fanno sempre il tutto esaurito; è spesso citato anche nei telegiornali ed è adorato dalle donne ogni età.

E’ cosa certa che suonare il violino sia il talento che deve esprimere. Lo dimostrano non solo l’eccellenza raggiunta, ma anche la precocità con cui si è manifestato: a 9 anni il suo debutto e a 15 un accordo con la ‘Deutsche Grammophone’ per l’incisione di diverse opere come solista. Più tardi, dopo essersi diplomato alla scuola d’arte ‘Juillard School’ di New York, entra anche nel Guiness dei Primati per aver eseguito Il Volo del Calabrone in un minuto e sei secondi: un vero acrobata dell’archetto!

Suona uno Stradivari del 1715 di quasi 4 milioni di dollari, ma possiede anche un Guadagnini del 1772.

Il ritratto dell’artista che si stava delineando attraverso la raccolta delle informazioni, mi ha ben presto fatto pensare che egli stia dando un ottimo contributo alla elevazione delle frequenze del collettivo umano. Un innalzamento necessario in questi tempi, dal momento che le frequenze del pianeta si stanno costantemente incrementando a causa della posizione che attualmente occupa il nostro sistema solare nel suo movimento ciclico intorno al centro della galassia: una nuova era prende avvio e agli esseri umani tocca di adeguare le loro frequenze a quelle in arrivo, per non andare incontro a squilibri più o meno gravi.

Non vi è alcun dubbio che le frequenze degli esseri umani si innalzino quando incontrano la Bellezza e questo artista si rivela essere un dispensatore di Bellezza sotto molti aspetti, inoltre la fama conseguita gli consente di raggiungere un gran numero di persone.

La Bellezza proviene dall’armonia. Lo diceva anche Ugo Foscolo: “La bellezza è una specie di armonia visibile che penetra soavissima ne’ cuori umani”. Armonia significa proporzione e adeguato accordo tra tutte le parti in gioco. Essa è una qualità spirituale in quanto, ponendo tutto quanto nel giusto equilibrio e nella giusta relazione, riesce ad avvicinarci sensibilmente al Grande Architetto dell’Universo.

La Bellezza, venendo dall’armonia, trasfonde in noi quella stessa armonia ogni volta che la che la contempliamo: è questo che innalza le vibrazioni ed è sempre questo che produce in noi un senso di gioia e di appagamento. David Garrett profonde Bellezza attraverso la sua bravura, attraverso le note della ‘grande musica’ e alle frequenze emesse dal suo violino. L’avvenenza del suo aspetto arricchisce ancor di più questo insieme già più che armonico.

Egli è un violinista di formazione classica, che ha studiato moltissimo e che ancora studia nonostante la posizione raggiunta. Dice che la musica classica è la sua casa, che però, anche quando ti piace molto la tua casa, è bello pure andare in vacanza. Dalla ‘vacanza’ è nata la musica crossover. Egli afferma che non gli piace stare fermo, ma che vuole ‘muoversi’ col suo violino, dice anche che il suo scopo è quello di avvicinare i giovani alla musica classica, infatti nei suoi concerti crossover alterna brani pop e rock con brani classici. Qualcuno potrebbe insinuare che la sua motivazione possa essere invece il guadagno, tuttavia il risultato non cambia.

E’ innegabile che la musica classica appartenga alla Bellezza, infatti è la musica di valenti autori che hanno infuso una tale armonia nelle proprie opere da renderle piacevoli al punto che esse hanno attraversato i secoli per arrivare fino a noi.

Ad ogni modo anche i pezzi musicali moderni vengono comunque eseguiti con il suo Stradivari, il quale ha un’ accordatura che emette frequenze armonizzanti. Antonio Stradivari infatti accordava i suoi violini sulla frequenza di 432 herz, mentre lo standard internazionale della musica dei nostri giorni è di 440 hz. Questo dal 1939, su imposizione del ministro nazista Joseph Goebbels.

La frequenza 432 hz è alla base di tutta la creazione, le frequenze del nostro corpo e della natura sono in risonanza con essa. La musica regolata su questa frequenza è in relazione al risveglio, all’apertura del chakra del cuore, al livello della gioia, dell’armonia, dell’amore; quella regolata sui 440 hz è in relazione al livello mentale, all’ego, al controllo, al potere, alla paura.

Rudolf Steiner diceva che la musica basata sul LA = 432 hz aiuterà l’umanità nel suo percorso verso la libertà spirituale.

Il numero 432 corrisponde anche alla radice quadrata della velocità della luce e le note accordate in base al LA = 432 hz si armonizzano direttamente con i nostri corpi di luce (i campi aurici), consentendo alle vibrazioni di penetrare ed equilibrare la nostra energia attraverso quel processo che la fisica acustica chiama “Entrainment”, cioè la tendenza di una vibrazione forte ad influenzare una più debole. Una vibrazione più è sottile, cioè più elevata, più è forte.

Questo consente di supporre che, se un brano musicale viene eseguito con strumenti accordati su frequenze diverse, quella a 432 hz prevalga. Naturalmente sono preferibili gli assoli o l’accompagnamento con strumenti accordati sulla stessa frequenza.

Da quanto esposto si capisce come questo pregevole artista con la sua musica, il suo violino, la sua maestria e la sua fama sia di contributo al fiorire della Nuova Era, nella quale l’amore riveste un’importanza fondamentale. Con la sensibilità tipica degli artisti egli sembra intuirlo, nel momento in cui dice, durante un’intervista al Daily Mail: “Tutto ciò che cerco di fare è dare amore al cuore delle persone.”

Provo molta ammirazione e gratitudine nei confronti di questo violinista, per la Bellezza che porta nel mondo. E’ un magnifico esempio di cosa significhi esprimere la propria creatività ed il proprio talento

Per saperne di più:

Servizio del TG1

http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-532972ec-0407-4df8-ad95-74b6d3d91337-tg1.html

Servizio del TG2

http://www.tg2.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-c11ce6a7-cd68-4b53-a731-4dfac3c652b1-tg2.html

Garrett suona Paganini, che insieme a Bach, è il suo autore preferito: Paganini per il genio e Bach per l’armonia.

https://www.youtube.com/watch?v=qVrkc6zRzEE

 

 david-garrett-viva-la-vida-video

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